
A Dicembre dell'anno scorso acquistai il libro di Massimo Gramellini intitolato. "Ci salveranno gli ingenui" e solo oggi sono riuscito a leggerlo.
Gramellini che grazie al fatto che la Fiat ci omaggia in Iveco de La Stampa da oramai quasi due anni (ecco come i fondi statali alla stampa sono in parte utili),ho potuto conoscere e apprezzare, per la sua intelligenza.
Devo dire che La Stampa ha anche un Ricolfi e un Geremicca che mi stanno facendo acquistare il quotidiano piemontese anche nel fine settimana assieme o a scapito del Corsera.
Dicevo che a pagina 63 del suo libro Gramellini parlando della Nepopartitocrazia una delle sue definizioni della politica italiana e della disillusione che oramai si ha, della stessa dice:
"La rabbia per l'ingenuità di chi sulla politica si azzuffa con amici e colleghi tutti i giorni, quando coloro che la fanno di mestiere stringono accordi"bipartisan" riguardo alle cose che gli importano davvero - poltrone e soldi - lasciando alla truppa il compito di litigare sui principi.
Ci si sente come tifosi di squadre rivali che bisticciano al bar mentre i giocatori vanno a cena insieme, a ridere di loro.
Come non esserne d'accordo e come non essere sorpresi che persino la maggior parte dei giovani sopratutto che militano nei partiti non abbiano nulla da dire nei confronti di ciò?

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