
Ieri è morto l'ultimo italiano che è stato tra coloro che all'inizio del secolo hanno sofferto e moltissime volte dato la vita affinchè poi tutti potessero vivere anche una vita migliore.
Non è un tributo alla guerra, ma a Uomini che si spesero, che soffrirono e che affrontarono ciò che di peggiore si possa immaginare non perchè piaceva, ma perchè obbligati e una volta al fronte non si risparmiarono per compiere il loro dovere.
Sto leggendo: "Centomila gavette di ghiaccio", la guerra è quella successiva a cui partecipò il sig. Borroni, ma leggerlo provoca una tale intensità di sentimenti che non si può poi essere riconoscenti a quegli uomini e capire come la guerra sia orribile.
UN GRAZIE A TUTTI I SIGNORI DELFINO BORRONI

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