domenica 30 agosto 2009

Lettera ai quotidiani locali

Stasera, non ho potuto trattenermi dallo scrivere una lettera ai direttori dei nostri due quotidiani locali.

Il tema è la condizione delle gallerie che portano in Vallecamonica che ho percorso dopo parecchio tempo Sabato pomeriggio.

La lettera è sì una critica alla Lega, così come si potrà leggere (se verrà pubblicata), ma sopratutto vuole essere una lettera di indignazione, per lo stato di tali gallerie, alla classe politica che ci governa. Avrei potuto indirizzarla all'assessore Parolini,ma il richiamo alle ferie di Bossi e al suo pensare al dialetto, mi ha fatto scegliere i padani.

Ecco la lettera.

Buon giorno,

Sabato pomeriggio da Brescia mi sono recato in automobile a Bienno in Vallecamonica con mia moglie e una coppia di amici, che abitano fuori regione.
L'amico, che è persona che viaggia parecchio per lavoro, è rimasto sbalordito per le condizioni in cui si trovano le gallerie che, percorrendo la tangenziale, si devono attraversare per poter raggiungere la Valle.
Vedere gallerie, anche di alcuni chilometri, buie, sporche dagli scarichi dei veicoli, quasi prive di sistemi di sicurezza, sprovviste di decenti sistemi di aerazione, con pareti metalliche divelte dopo incidenti e mai sistemate, ha provocato delle osservazioni da parte del mio amico, che mi hanno messo in imbarazzo.
Egli mi ha chiesto come possa essere possibile che i cittadini di una provincia così importante possano accettare che i propri amministratori continuino a mantenere questa situazione di indecenza e pericolo non ponendovi rimedio? Come possa essere possibile che un arteria stradale, che deve consentire l’accesso del turismo in zone dove l’attività turistica potrebbe essere vitale, possa trovarsi in questo stato?
Quando poi gli ho fatto presente che la Vallecamonica è un territorio di elettori della Lega Nord, il mio amico è rimasto ancora più stupito. Come è possibile che una forza politica che vuole difendere gli interessi del Nord, pur governando da anni a Roma, in Lombardia e in Provincia di Brescia, non sia in grado o non voglia risolvere questa situazione?
Di fronte a tali considerazioni ho potuto rispondere solo con una battuta: “Molto probabilmente il senatore Bossi, quando va a Ponte di Legno a trascorrere le proprie vacanze, invece di guardare la strada, si distrae a leggere i cartelli per accertarsi che siano scritti in dialetto”.

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