lunedì 23 giugno 2008

Mentre i Veltroni e i Berlusconi chiaccherano...


Come avevo già riportato nel post del 3 Giugno riguardo a come Marchionne sia indifferente ai parolai nostrani e se deve produrre, oggi, sposta gli stabilimenti in quei luoghi del mondo dove gli si dà strutture e persone che vogliono lavorare, ecco l'articolo apparso sul Sole24Ore di oggi.

Non mi si dica che è ovvio che Fiat faccia questa scelta per gli incentivi che il governo serbo prevederà, perchè da noi ciò che manca alla base è un Sistema Paese che tutti sappiamo, ma che coloro che sono pagati per rendere il Paese competitivo (burocrazia,infrastrutture,giustizia efficiente...), parlano,parlano e poi parlano.

Come dicono Stella e Rizzo siamo veramente il Paese delle scodellatrici.



Fiat pronta a lasciare la Sicilia: la nuova "piccola" si farà in Serbia:


I progetti e gli incentivi
In queste condizioni, perché scegliere Kragujevac? Non è certo un fatto sentimentale. Né interessava il mercato serbo, con le sue 50-60mila vetture l'anno. Torino doveva trovare al più presto un sito di cui fare la base produttiva - per tutta Europa - della futura auto piccola. La fabbrica polacca di Tychy - da cui escono Panda e 500 - è infatti satura, e i tempi della burocrazia italiana, per quanto riguarda un possibile investimento a Termini Imerese, non sono quelli di Sergio Marchionne. Questa esigenza di Fiat si è trovata a coincidere con una fretta simile da parte di Belgrado: dopo anni di tentennamenti, e con le elezioni politiche a un passo, il presidente filoeuropeo Boris Tadic doveva trovare al più presto un partner per Zastava. Di qui la forte accelerazione del dossier. In base al memorandum di intesa, Fiat dovrebbe assumere un po' più di 2mila persone nella joint venture con Zastava, di cui Torino avrà il 70% del capitale. L'investimento annunciato finora sarà di 700 milioni di euro ripartiti fra i due partner, per una capacità produttiva prevista di 300mila unità l'anno. Gli uomini del Lingotto sono già a Kragujevac a studiare l'azienda in dettaglio, e il contratto definitivo dovrebbe essere firmato nei prossimi mesi. Il tempo stringe: obiettivo di Torino è avviare la produzione della piccola al massimo all'inizio del 2010.
La comunanza di interessi è stata naturalmente «cementata» da una serie di aiuti e da un vantaggio che resta incolmabile per quanto riguarda il costo della manodopera. Le autorità serbe forniranno incentivi per un centinaio di milioni di euro tra contributi diretti (si parla di 3-5mila euro per ogni assunto), esenzioni fiscali - verrà creata una zona franca valida anche per i subfornitori, dove potranno essere importati materie prime e semilavorati senza dazi - e altre agevolazioni; la città, per esempio, concederà gratuitamente i terreni per gli eventuali ampliamenti. Il sindaco di Kragujevac assicura che «speriamo di completare entro il 2010» il raccordo che collega la città all'autostrada Belgrado-Nis, parte del corridoio europeo 10. Gli incentivi non basterebbero senza il consistente differenziale nel costo del lavoro. La paga media netta dell'operaio arriva a 300 euro al mese, e il lordo per l'azienda a 450 (circa 3 euro l'ora). Kragujevac è logisticamente in una posizione non più sfavorevole di Termini Imerese; per via stradale, per esempio, è più vicina a Milano (1162 chilometri contro i 1435 dall'impianto siciliano). Al di là dello stato degli impianti, ha una tradizione tecnologica più che centenaria, come ricorda il direttore generale Zoran Radojevic: «La prima fabbrica è del 1853 e la prima scuola tecnica del 1854». L'orgoglio del manager viene da 37 anni di Zastava - «dove lavoravano anche mio padre e mio nonno». La figlia no: lavora al Municipio. La fabbrica è infatti divisa dalla città - oltre che da un fiume - da un invisibile muro generazionale: tanto numerosi sono i giovani nei campus e per le strade, tanto anziani sono gli attuali dipendenti. Il tasso di disoccupazione vicino al 30% fa prevedere poche difficoltà a ringiovanire l'organico della nuova joint venture. La formazione è assicurata da un'università con 16mila studenti e una facoltà di meccanica le cui caratteristiche - si affretta a promettere il sindaco - verranno adattate alle esigenze della Fiat.Articolo completo

Nessun commento: